Il volontariato in Italia
In Italia il fenomeno del volontariato nasce in seguito alle grandi calamità naturali verificatesi nel nostro paese a partire dall’alluvione di Firenze del 1966. Fu proprio in tale occasione e per la prima volta dal dopoguerra, che migliaia di persone (soprattutto giovani) affluirono spontaneamente da tutto il territorio per portare il proprio soccorso a Firenze, mossi da un forte senso di solidarietà verso le persone colpite e riconoscendo l'importanza di salvaguardare il patrimonio artistico e culturale della città. Tutt'oggi quei ragazzi sono ricordati come gli "angeli del fango".
Con il terremoto in Friuli del 1976, e quello in Campania e Basilicata del 1980, venne nominato Commissario Straordinario del Governo Giuseppe Zamberletti, che oggi è considerato il padre fondatore dell'attuale sistema di Protezione Civile italiana.
Il ministro applicò una politica pubblica sul volontariato di disincentivazione dell'utilizzo dei volontari spontanei, nell'ipotesi, rivelatasi poi corretta e vincente, che solo un volontario formato, specializzato e legato ad una propria organizzazione, potesse essere efficace nell’emergenza in atto.
Con il decreto legge nº 57 del 27 febbraio 1982 (convertito nella legge n. 187 dello stesso anno) Zamberletti viene nominato a capo del nuovo Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile, che nella sua attività si avvarrà del Dipartimento della Protezione Civile.
Con la legge 225 del 1992 fu istituito il Servizio Nazionale della Protezione Civile e si costituì la nuova politica pubblica basata sul coordinamento operativo del volontario legittimato dall’appartenenza ad una organizzazione.
I primi risultati di questa nuova impostazione e del grande lavoro svolto dalle organizzazioni di volontariato si riscontrarono già con il terremoto dell'Umbria e delle Marche del 1997. In tale occasione non si verificò il fenomeno dello “spontaneismo organizzato” giacché il Dipartimento della Protezione Civile seppe incanalare l'intervento del Volontariato sulla base delle esigenze operative, incardinando questa risorsa fino a livello dei COM (Centri Operativi Misti).
Una delle novità più importanti riguarda l’iscrizione delle organizzazioni di volontariato nei registri regionali. Tali associazioni una volta iscritte presso la regione o provincia autonoma, possono chiedere la registrazione all'elenco Dipartimento Nazionale. Nella Protezione Civile le associazioni di Volontariato sono strutturate per settori che operano nel loro campo specifico di attività, e suddivise in appositi gruppi di intervento altamente specializzati ed operativi al servizio di chi gestisce l'intervento globale. Ad esse si aggiungono i gruppi comunali ed intercomunali di volontariato e i gruppi dei Vigili del Fuoco volontari. Le organizzazioni di volontariato iscritte negli elenchi di Roma Capitale sono passate da un totale di venticinque nel 2006 alle novanta unità nel 2010 e, coordinate dalla Protezione Civile Comunale, agiscono su tutto il territorio e collaborano in tutte le attività di prevenzione e intervento.








