Protezione Civile Roma
Mercoledi', 19 Giugno 2013
   
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Il Rischio Vulcanico

Il rischio vulcanico è dato dal rapporto tra la frequenza e la forza delle eruzioni vulcaniche che interessano una determinata area, in relazione alla vulnerabilità delle strutture e agli elementi esposti.
Nei confronti dei fenomeni vulcanici il rischio è minimo quando pericolosità e valore esposto sono minimi, ad esempio nel caso di vulcani che si trovano in aree non abitate o di vulcani estinti. Il complesso vulcanico della zona di Roma dei Colli Albani, formatosi 600.000 anni fa con un’attività eruttiva che si è protratta fino ad almeno 20.000 anni fa, è considerato dalla comunità scientifica un vulcano quiescente. In quest’area il rischio vulcanico è presente solo sotto forma di emanazioni gassose.
Le emissioni di gas che interessano il territorio dei Colli Albani sono costituite da anidride carbonica, idrogeno solforato, da metano e, in minore misura, da radon. All’aria aperta tali accumuli possono essere dannosi soprattutto per la vegetazione o provocare la morte di animali. I gas possono anche affluire nelle parti basse delle abitazioni risalendo lungo piccole fratture nel suolo, attraverso tubi e condutture e ristagnare presso il pavimento.

emissione gassosa via vervioL’emissione di gas avviene prevalentemente in corrispondenza di fratture o faglie, lungo le quali i gas presenti negli strati profondi risalgono più facilmente verso la superficie. L’emissione dei gas dal suolo avviene in maniera pressoché continua, ma può subire un incremento in concomitanza di eventi sismici o per cause antropiche (scavi con smantellamento del terreno superficiale, realizzazioni di pozzi che riducendo la risorsa idrica portano ad un incremento di gas nell'aria). Nell'area vulcanica dei Colli Albani si sono verificate negli ultimi anni cospicue emissioni di gas dal suolo. In particolare ricordiamo l’accumulo di gas negli scantinati di alcuni villini a Cava de’ Selci nel 1990, le emissioni gassose nella stessa zona nel 1999 e nel 2000, le emissioni gassose da pozzi d’acqua in località S. Maria delle Mole di Ciampino nel 1995, e il primo incidente mortale nel 2000, quando un anziano caduto in prossimità di un pozzo nel territorio comunale di Marino, morì in pochi minuti per gli effetti asfissianti del gas. Il più recente evento nel 2008 con l’emissione gassosa in Via Vervio, causata dai lavori per la realizzazione di un pozzo in una abitazione privata.


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