Protezione Civile Roma
Giovedi', 23 Maggio 2013
   
Testo:

Dal 2 aprile 2005, giorno in cui Papa Giovanni XXIII è venuto a mancare, fino al giorno dell'investitura di papa Benedetto XVI, la sala operativa di Porta Metronia è rimasta aperta 24 ore su 24 per quasi un mese, pianificando giorno per giorno l’emergenza e l'accoglienza organizzata di milioni di fedeli giunti nella capitale.
Ventimila persone tra dipendenti comunali, dipendenti delle aziende pubbliche comunali e volontari, sono scesi in campo per dare il loro contributo. Incredibile il coordinamento tra le strutture del Comune di Roma, Protezione Civile, Vigili Urbani, operatori del Servizio Giardini, dei trasporti, dell'Ama e tra queste e tutte le istituzioni e gli enti che hanno reso possibile la gestione dell’emergenza.
Grazie al contributo di queste forze è stato possibile disporre di una macchina organizzativa senza precedenti.
Per rendersi conto dell’ampiezza del fenomeno basta dare uno sguardo ai numeri.
I numeri delle risorse umane:
8.000 volontari di cui 1.500 in zona San Pietro e 1.300 nel Campus di Tor Vergata, 450 nelle stazioni ferroviarie ed il resto nelle zone in cui sono stati allestiti i maxischermi
2.000 boy scout
11.900 addetti alla sicurezza di cui 530 alle frontiere e 8.963 a Roma (4.500 assegnati all’ordine pubblico, 1.640 addetti alla protezione delle circa 1.800 personalità, 1.763 specialisti, 2.400 dislocati nelle altre province)
2.700 Vigili Urbani di Roma
1.000 Vigili del Fuoco
3.500 operatori ecologici
7.000 persone delle Ferrovie dello Stato impiegate
1.500 autisti di autobus.
400 soldati con 6 elicotteri (2 della Polizia, 2 dei Carabinieri e 2 delle Forze Armate)
E anche i numeri dei mezzi di trasporto, delle strutture e dei servizi d’assistenza allestiti nella città:
1.000 treni speciali, oltre quelli ordinari, per 8.000 viaggiatori in transito da e per Roma a partire dal 2 aprile
6 treni soltanto da e per la Polonia che hanno trasportato 5.000 polacchi; i treni hanno trasportato in tutto 800.000 persone.
Circa 5.200 pullman di cui 1.200 entrati dalla frontiera di Tarvisio e giunti a Roma.
1.800 bus ATAC al giorno.
100 pullman messi a disposizione dalle Forze Armate
29 maxischermi solo a Roma
3.600 bagni chimici dislocati nella città
3 milioni bottigliette d’acqua distribuite gratuitamente
1.150 tende per un totale di oltre 8.000 posti
21 Posti Medici Avanzati
100 ambulanze in più fatte arrivare a Roma per l’occasione.
8 chilometri di transenne>
L’istituzione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), al quale erano presenti tutte le strutture operative coinvolte nella gestione dell'emergenza, ha permesso di rispondere pianificare le azioni in base all’evolversi della situazione.
Durante la gestione dell’evento connesso ai funerali del Santo Padre è stato fatto, anche grazie all’Ufficio  della Protezione Civile, un importante lavoro di collegamento che ha permesso di mettere in contatto l’ARES 118 direttamente con il sistema sanitario ausiliario volontario e non, permettendo così all’ARES 118, titolare della gestione dell’emergenza sanitaria, di poter utilizzare anche le risorse provenienti dal sistema sanitario ausiliario, ampliando così la propria capacità di risposta.
Erano inoltre presenti referenti della Protezione Civile sia a livello nazionale sia a livello comunale all’interno della sala operativa dell’ARES 118, da dove partiva il coordinamento dell’emergenza sanitaria.

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